Feltro

Il feltro è un tessuto denso, creato con fibre compresse e che, non essendo né tessuto né lavorato a maglia, non presenta venature. Il feltro viene normalmente prodotto in lana, anche se talvolta quest’ultima viene combinata con altre fibre animali o artificiali. Questo tessuto si ottiene sottoponendo le fibre prima a calore, poi a umidità e infine pressandole in modo da comprimerle. Da tale processo si ottiene un tessuto che non si sfila né cede, comunemente usato per produrre cappelli, cappotti e pantofole.

 

Com’è fatta la lana?

 

La lana viene prodotta fin dal 4000 a. C.. Secondo diversi antropologi, questa fibra rappresenta la risposta a un bisogno di sopravvivenza, di conservazione del calore e di protezione contro condizioni atmosferiche avverse. Le fibre di lana sono composte di una proteina chiamata cheratina, e possono raggiungere fino ai 40 cm di lunghezza, a seconda della razza di ovini da cui si ricavano. Si tratta di una fibra prodotta in tutto il mondo, anche se il primato nella fornitura di lana va rispettivamente a Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. In Italia, fin dal dopoguerra l’allevamento ovino è stato destinato al mercato di formaggi e delle carni mentre la lana viene importata da Argentina, Australia e Nuova Zelanda. I costi di tosatura nel belpaese infatti, non garantiscono alcun profitto.

 

Le fibre di lana sono rivestite di dure scaglie: la cuticola, che protegge la fibra, le assicura maggior flessibilità non compromettendone tuttavia la robustezza. Durante la fase di filatura queste scaglie aderiscono l’una all’altra, rendendo il processo molto semplice.

 

La produzione di lana inizia con la raccolta della materia prima. A differenza di molte altre fibre animali, la tosatura della lana non pregiudica in alcun modo le pecore. Questo processo è tutt’oggi manuale e avviene, normalmente, una volta l’anno. Le fibre che se ne ricavano sono poi ordinate e la lana più durevole e di miglior qualità viene destinata all’abbigliamento. Si procede quindi alla pulitura della lana per eliminare lo sporco, il sudore e il grasso, tramite ripetuti lavaggi di acqua e sapone in vasche alcaline. Infine si passa alla fase di filatura, in cui la fibra viene avvolta ad attorno a bobine di grandi dimensioni e trattata con olio per renderla più duttile.

 

In seguito le fibre di lana vengono sottoposte a cardatura, ovvero sono districate e pettinate. È tramite questo processo che le fibre più corte sono eliminate e quelle più lunghe allineate tra loro. Il filo viene infine composto dalla filatura di due, tre o quattro fibre insieme.

 

Animali destinati alla produzione di lana.

 

Nonostante si creda che la lana provenga dalle pecore, esistono in realtà diversi animali da cui si può ricavare questa fibra. Cammelli, capre e conigli producono fibre di proteine che possono essere classificate come lana. Per quanto riguarda la lana d’agnello, essa è ricavata da animali di età inferiore agli otto mesi, il che le conferisce morbidezza a sofficità. La lana recuperata dopo la macellazione della pecora viene invece chiamata lana di concia, è un prodotto di qualità inferiore e meno resistente, in quanto non viene tosata, ma è tolta tramite prodotti chimici. Viene detta lana vergine quella fibra che non è sottoposta a questi processi nonostante questo non implichi necessariamente un maggior grado di qualità. La lana merinos è ricavata dall’omonima razza di ovini, riconoscibile per l’abbondante quantità di fibra prodotta e per la sua morbidezza.

 

Le principali caratteristiche dei tessuti in lana.

 

  • La lana è idrofila e per tanto risponde bene alla tinteggiatura senza bisogno di ricorrere a prodotti chimici.
  • La lana è un tessuto sostenibile in quanto il vello ricresce.
  • La lana è naturalmente elastica a causa della caratteristica “arricciatura” delle sue fibre che possono essere allungate senza, per questo, deformarsi.
  • È molto resistente grazie alla cuticola che la ricopre.
  • La lana si caratterizza per una struttura che le consente di assorbire l’umidità ed essere, contemporaneamente, idrorepellente.
  • La lana è un buon isolante e ciò le permette di mantenere calore ma anche freschezza.
  • Resiste ai cedimenti e agli strappi, il che rende i capi in lana più robusti degli equivalenti sintetici.
  • La lana è naturalmente ignifuga e per questo i tessuti di lana o misto lana vengono usati in ambito militare o da compagnie aeree.
  • La lana è soggetta a calo ma può essere trattata per evitare il cedimento del tessuto.

 

 

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Written by Kelly Mitchell

Kelly Mitchell, extremely competent and reliable, she is currently in her third year at the University of Lincoln UK, studying Fashion. Kelly is responsible for the Fabrics, Fibers and Leathers sections of our Dictionary


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